Comunicazione e Terrorismo

Letizia presso lo stand del Comitato Helsinki per i diritti umani della Norvegia

Il fenomeno del terrorismo e della comunicazione diviene oggetto di studio. La Summer School del Corso di Perfezionamento della “Libera Università Maria Santissima Assunta” denominata “Il Mediterraneo e il Medio Oriente oggi: problemi e prospettive” ha posto all’attenzione del pubblico, durante i lavori della prima lezione, la tematica contemporanea della globalizzazione e dei fenomeni legati al terrorismo, alle migrazioni e alla comunicazione. Relatore l’Ambasciatore Gianfranco Varvesi, già Consigliere per gli affari politici presso l’Ambasciata a Londra, che, tra le varie prospettive, ha trattato anche della comunicazione contemporanea in rapporto ai fenomeni terroristici. Il terrorismo è un atto di violenza. L’attualità vede i fenomeni moderni di “democrazia” e “comunicazione” legarsi al terrorismo e alle sue analisi. D’altronde: “è’ ormai chiaro che pur colpendo un’area specifica è implicata comunque l’informazione globale e se mentre l’approccio globale è giustificato dalla ragione può un approccio di prossimità essere considerato etico? La realtà dei fatti porta a non considerare importanti atti di terrorismo che avvengono troppo lontani da casa e dalla nostra cultura e si tende a personalizzare la tragedia riconoscendola soltanto attraverso la decodifica di atti perpetrati verso i nostri simili per usi e costumi.  Tutto questo fa riflettere come ormai anche l’informazione abbia alzato l’asticella del “messaggio” e per farsi ascoltare il più a lungo possibile ricorre ad azioni molto più vicine alla comunicazione. Risulta fondamentale catturare l’emotività del momento, ma questo atteggiamento porta verso il rischio di cedere alla propaganda del terrorismo, relegando l’informazione in secondo piano. Rispetto agli avvenimenti inglesi di Manchester un’altra novità ha segnato un cambio di paradigma rispetto alla condanna delle azioni terroristiche da parte degli islamici moderati, sempre sulla scia dell’emotività che ha portato l’opinione pubblica a schierarsi pro o contro lo spot della compagnia telefonica Kwait Zain, oltre 3 milioni di visualizzazioni per il suo lancio coinciso nel giorno dell’avvio del Ramadan”, ha recentemente ribadito Letizia Di Tommaso, della Federazione Italiana Relazioni Pubbliche. Nel giugno 2018, l’Unesco ha ritenuto necessario scrivere e pubblicare un manuale per giornalisti: “Terrorism and the Media”, 110 pagine su come coprire gli atti di terrorismo. Si è dunque reso necessario, visto il momento storico, scrivere nero su bianco alcune linee guida di comportamento per i media che raccontano la storia contemporanea spesso legata a grandi atti di terrorismo. All’interno della pubblicazione si raccomanda un comportamento responsabile rispetto l’approccio alla notizia: mantenere un senso di proporzione, evitare un approccio ideologico moralista che tenda a sfumare la realtà, evitare di dare troppa visibilità ai terroristi, rispettare la dignità delle vittime e soprattutto dei bambini, trovare un equilibrio tra il dovere d’informazione e privacy, correggere  gli errori immediatamente ed in maniera visibile, pubblicare immagini essenziali senza ricorrere al sensazionalismo. Durante i lavori del corso, l’Ambasciatore ha raccolto le riflessioni provenienti dal pubblico e approfondito altre tematiche geopolitiche e storiche come la forma di “terrorismo politico” adottata da Mu’ammar Gheddafi e il finanziamento ai membri dell’Irish Republican Army, l’organizzazione  militare clandestina sorta, con il nome di Irish Volunteers, nel primo decennio del Novecento per liberare l’Irlanda dal dominio inglese. Sempre più isolata tra la maggioranza della popolazione cattolica dell’Ulster, desiderosa di pervenire alla pace, l’organizzazione nel 2005 ha proclamato ufficialmente la fine della lotta armata. Il corso “Il Mediterraneo e il Medio Oriente oggi: problemi e prospettive” è un Corso che mira a formare esperti nelle relazioni economiche, giuridiche, politiche e culturali tra i Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente, esperti in possesso delle competenze specialistiche, di base, per operare nel settore delle attività innovative d’impresa e di partnership per l’ideazione e lo sviluppo di progetti ed iniziative nei territori dell’area del Mediterraneo e del Medio Oriente. Il Corso è diretto dal professore  Giampaolo Malgeri e da Franz Martinelli e coordinato da Francesco Martinelli.

Articolo di Domenico Letizia, Presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale (Irepi), pubblicato per la testata “Notizie Geopolitiche“.